18 giugno 2019

Clienti d’Acciaio

23 settembre, 2011 - 12:07

L’acciaio è utilizzato come input intermedio da quasi l’intero spettro delle attività manifatturiere, oltre che dall’industria delle costruzioni, ma non esistono dati precisi sul suo effettivo utilizzo per settore ed informazioni esaustive circa i cambiamenti nel peso e nel ruolo dell’acciaio come input intermedio nei processi produttivi di altri settori.

Tre linee di analisi. La ricerca “Clienti d’Acciaio”, redatta da Siderweb, cerca di colmare questa lacuna attraverso la raccolta di informazioni e dati lungo tre direttrici. La prima è interna alle imprese del settore siderurgico e riguarda informazioni sulla tipologia di clientela e sull’approccio al mercato da parte delle imprese del settore. La seconda riguarda l’osservazione del peso dell’acciaio nei settori utilizzatori e si fonda sui dati delle tabelle input-output. La terza è connessa alla valutazione dei legami che intercorrono tra il prezzo dell’acciaio ed i prezzi alla produzione dei settori a valle, per cogliere l’impatto effettivo dei movimenti e delle caratteristiche del settore dell’acciaio sui comportamenti produttivi degli utilizzatori.

Fotografia del settore siderurgico. Per quanto riguarda la prima direttrice, è emerso che la maggior parte delle imprese siderurgiche italiane produce su commessa. Il loro posizionamento competitivo, dal punto di vista della qualità del prodotto, è buono; esistono vincoli alla crescita aziendale dovuti principalmente alla debolezza della domanda e quindi ad un eccesso di capacità produttiva. Le leve per acquisire vantaggi competitivi mostrano un forte accento sul contenimento dei costi di produzione e, in modo meno marcato, sulla qualità del prodotto e sull’espansione della rete distributiva. I prezzi vengono fissati sulla base dell’andamento della domanda e dell’offerta (mercato) e, in misura minore, come mark up sui costi di produzione. Nel mercato domestico il prezzo è differenziato per tipo di canale distributivo o per importanza dell’acquirente in termini di quantitativi acquistati.

Chi usa l'acciaio? Per quanto concerne la seconda direttrice della ricerca, cioè i legami tra il settore siderurgico ed i settori a valle utilizzatori di acciaio, emerge come la dipendenza di questi ultimi dalla produzione nazionale sia mediamente molto elevata, con punte di oltre il 90% per il settore delle costruzioni e del 73% per quello delle macchine e apparecchi meccanici. La dipendenza è molto più bassa per i settori delle macchine per uffici e dei mobili. Il settore delle macchine e apparecchi meccanici è in assoluto quello che utilizza più acciaio (40% dell’output delle imprese metallurgiche e della prima trasformazione dei metalli), seguono i settori delle costruzioni (30,3%), dei mezzi di trasporto (17,1%), delle macchine e apparecchi elettrici (12,1%) e dei mobili (7,3%). Se si esclude il settore dei mezzi di trasporto e parzialmente quello della meccanica strumentale, la domanda di acciaio è molto frammentata, con una varietà di modelli di consumo e di comportamenti d’acquisto degli utilizzatori che rendono difficile la standardizzazione dei prodotti e dei servizi offerti.

Mercato frammentato. Le piccole e medie imprese rappresentano l’80% della domanda di acciaio in Italia, mentre la media europea è intorno al 40-50%. Ciò spiega l’elevato numero di intermediari fra i produttori di acciaio (i primi 5 rappresentano il 50% della produzione totale) e gli utilizzatori finali (i grandi rappresentano soltanto il 20% della domanda totale). L’alto livello di intermediazione del prodotto siderurgico è esasperato anche dalla conformazione territoriale del nostro paese che richiede un numero elevato di distributori e centri servizi per soddisfare una clientela frazionata e disseminata su un territorio lungo e stretto, diviso in due da barriere montuose. Infatti, la rete distributiva dell’acciaio in Italia è costituita da circa 1.250 fra distributori e centri servizi, contro i 760 della Germania, i 480 della Spagna ed i 145 della Francia. La dimensione media degli intermediari italiani è quindi molto più bassa di quella degli altri paesi: i primi 5 distributori e centri servizi italiani hanno una quota di mercato complessiva pari al 10%, rispetto al 33% della media europea.

Come si forma il prezzo. L’adeguamento dei prezzi dei settori utilizzatori alle variazioni del prezzo dell’acciaio, nel lungo periodo risulta maggiore per i settori più vicini al settore siderurgico, come le fonderie e la produzione di tubi. Seguono i settori delle costruzioni e della produzione di oggetti metallici. I tempi di aggiustamento dei prezzi da parte dei settori utilizzatori sono piuttosto lunghi, per cui la relazione di equilibrio una volta modificata tende ad essere ristabilita molto lentamente. I valori più alti sono ancora quelli dei settori più vicini alla siderurgia, quali la produzione di tubi, le fonderie e la produzione di oggetti metallici. Gli impatti sui prezzi a breve sono comunque significativi per i tubifici e le fonderie, marginali per il settore delle costruzioni e della produzione di oggetti metallici.