19 febbraio 2019

Come cambieranno i Corporate Headquarters? Un’indagine di Roland Berger

3 gennaio, 2019 - 17:25

Il 23% dei top manager intervistati nello studio di Roland Berger «Corporate Headquarters (Chq) Study 2018» è insoddisfatto del modello di governance e organizzativo del proprio quartier generale, considerati non all'altezza delle sfide di cambiamento imposte dalla rivoluzione digitale. E per il 56% dei partecipanti all’indagine i Corporate Headquarters perderanno nel medio-lungo termine il proprio baricentro a favore di un sistema organizzativo sempre più decentralizzato. 

Nel panel ci sono 300 aziende di tutte le dimensioni appartenenti a 30 settori. Il motivo dell’insoddisfazione di circa un quarto del campione: i Corporate Headquarters aziendali non sono all'altezza delle sfide del digitale. Alfredo Arpaia, Country Head Italia and Senior Partner di Roland Berger, afferma che «digitale e innovazione rappresentano al contempo grandi minacce, grandi opportunità e grandi sfide. Imprenditorialità e libera iniziativa diventano un boomerang senza una vision e un disegno integrato e guidato dai Chq».

L’analisi di Roland Berger ha passato al setaccio i 6 megatrend che secondo i manager intervistati avranno il maggiore impatto sui “quartier generali” nei prossimi anni. E ha scoperto che il 27% degli intervistati associa ai Chq il ruolo di guidare la trasformazione digitale ed il 21% il potere (o la necessità) di innovare. Seguono, quasi a pari merito, le tematiche di sostenibilità aziendale (15%), la globalizzazione e la ricerca di talenti, entrambe al 14%. Chiudono la graduatoria le sfide geopolitiche come Brexit, le guerre commerciali e i conflitti armati che, con solo l’8% sul totale delle citazioni del campione, sembrano non essere fondamentali nel contributo richiesto ai Corporate Headquarters. «La trasformazione digitale non è solo semplificazione aziendale» commenta Leonardo Bonetti, Principal di Roland Berger. «La trasformazione digitale è fondata sulle persone e sulle nuove competenze. Solo sotto la regia dei Chq, le competenze diventano un asset sostenibile per fare innovazione nel tempo».

Come si può invertire la rotta? Roland Berger propone il “Design-to-Value guidato dai Chq”, cioè una “tabella di marcia” che guidi le aziende step by step nei percorsi di cambiamento. Riprende Alfredo Arpaia: «Le iniziative non hanno un valore solo di per sé ma anche e soprattutto nel contributo e nell’integrazione che hanno con il resto. Le periferie (country, Bu, funzioni), possono fare solo prioritizzazioni parziali. I Corporate headquarters invece priorizzano complessivamente, arbitrano tra strategia top-down ed iniziative bottom-up e fanno management syndacation sull'allocazione delle risorse aziendali. Così si fa cultura aziendale e si costruisce un modello di innovazione sostenibile nel tempo».