24 maggio 2019

Dissipatori alimentari per ridurre i rifiuti

6 settembre, 2011 - 11:35

L’associazione Uida-DRA (Unione imprese difesa e ambiente, Gruppo Dissipatori) ha presentato al Festival dell’Acqua di Genova una testimonianza del Prof. Franco Cecchi sull'impatto dei dissipatori alimentari - elettrodomestici che sminuzzano i rifiuti domestici - sulle reti idriche.

Nati oltre ottanta anni fa negli Stati Uniti, dove sono ampiamente diffusi, questi elettrodomestici vengono applicati al lavello delle cucine, dove sminuzzano finemente il rifiuto alimentare per abrasione, senza ausilio di lame, riducendo così la frazione di scarti alimentari da conferire nei cassonetti, stimata circa il 20-25% del totale e principale causa del deterioramento dei rifiuti in attesa di raccolta.

Nonostante gli indubbi vantaggi, i dissipatori sono presenti in meno dell’1% delle case degli italiani. “La tecnologia del dissipatore è ampiamente diffusa negli Stati Uniti e nei paesi di cultura anglosassone sin dal 1930 mentre in Italia è tuttora poco presente rispetto alla sua grande potenzialità. – afferma Giuliana Ferrofino, Presidente Uida-DRA e Vicepresidente ANIMA – Tra le case history di rilievo è bene citare quella della città di Stoccolma, che supporta la diffusione della tecnologia dei dissipatori allo scopo di incrementare la produzione di biogas, innalzare ancora di più la qualità della vita dei propri cittadini, migliorare la gestione del trattamento dei rifiuti e, al contempo, ridurre i costi di smaltimento, produrre energia e diminuire la CO2 immessa in atmosfera".

Non mancano comunque casi di successo anche in Italia, dove alucni comuni hanno testato la validità di questo elettrodomestico che trova la sua massima utilità se integrato nel sistema idrico delle città. "Proprio la difficoltà, tutta italiana, di creare sinergie tra gestori, industria e cittadini ha finora frenato la diffusione dei dissipatori - spiega Ferrofino -. Ultimo progetto in ordine di tempo, tuttora in corso, è il progetto sviluppato con il Comune di Chieri in collaborazione con Società Metropolitana Acque Torino per valutare l’impatto della tecnologia a livello tecnico e sul sistema fognario".