17 agosto 2018

Il solstizio elettrico

12 marzo, 2018 - 17:39
A cura di: 
Laura Aldorisio

Il 14 agosto entra in vigore l’open scope. Il nome sintetico fa riferimento al decreto legislativo 49/2014, che  amplia le categorie di prodotti funzionanti con la corrente elettrica, con il quale l’Italia ha recepito la direttiva Weee, nata nel 2002 e aggiornata nel 2012. Sono più comunemente riconoscibili come soggetti alla normativa europea sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, Raee. Saranno i produttori a dover rispettare i nuovi obblighi. Per produttore si intende: chi produce, vende o immette per primo (marchio proprio); chi importa apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori Italia e le rivende; chi immette in Italia apparecchiature elettriche ed elettroniche direttamente al consumatore.

La scadenza è prossima ed è bene arrivare puntuali, essere preparati. In questo articolo facciamo ordine tra cavilli, novità e gestione dei costi guidati dal consorzio Ecoped. È una modifica rivoluzionaria. Fino ad agosto 2018, se tutto quel che ha bisogno dell’elettricità non rientra in una delle dieci categorie individuate dalla normativa vigente, è da non considerarsi Raee. La nuova norma dichiara che, laddove non siano esplicitamente esclusi dal campo di applicazione, il componente o l’apparecchiatura sono a tutti gli effetti dei Raee. Dalle biciclette elettroniche ai cablaggi. Si ragiona a inclusione e non più a esclusione.

Qual è la ragione dell’open scope? «È la possibilità concreta per salvaguardare l’ambiente» dice Giuliano Maddalena, direttore di Ecoped, «Oggi c’è un problema oggettivo di risorse naturali. Nel corso dell’anno si calcola il momento nel quale l’estrazione di materie prime è superiore alla disponibilità effettiva che la Terra può sostenere. Nel 2017 questo termine ultimo è stato registrato il 2 agosto. Da quella data in poi abbiamo fatto violenza alla reale condizione del pianeta. Si è ormai certi che entro il 2030 alcuni elementi che costituiscono le apparecchiature elettriche non saranno più sufficienti a soddisfare le esigenze crescenti del mercato. Per questo, il riciclo di alcuni elementi di tali prodotti è entrato a far parte della norma tanto ne si riconosce la necessità».

Chi è implicato nell'open scope?

Tutte le apparecchiature che per un corretto funzionamento necessitano di corrente elettrica. Restano escluse le Aee militari e le grandi  apparecchiature, ove per grandi si  intende le  apparecchiature che occupano uno spazio più grande di un container di 20 piedi e superano 375 kw di potenza assorbita.

Si tratta di una raccolta differenziata di cui è responsabile il produttore che deve garantire la corretta gestione dell’apparecchio. L’utente finale gode di un servizio sul vecchio e sul nuovo prodotto. Chi produce può recepire tali obblighi come un servizio che migliora la sua offerta sul mercato. Il produttore riesce a gestire a ricavo le materie prime contenute nel professionale. Ciò che è dual use, domestico e professionale, viene definita utenza domestica.

Quali sono gli obblighi dei produttori? 

«Se oggi vengono raccolte in un anno 800mila tonnellate di rifiuti Ree, da agosto se ne sommerà una cifra pari a 500mila tonnellate. È uno stravolgimento. A livello domestico Raee la logistica del recupero del rifiuto e del suo smaltimento non subirà variazioni importanti. Per il Raee professionale si tratterà non solo di vendere la merce, ma di programmarne il ritiro. Ecoped ha avviato uno studio, che verrà pubblicato nel mese di marzo, relativo alla gestione del fine vita del Raee professionale», aggiunge il direttore Maddalena.

(continua)


 

Come funzionano la gestione e il finanziamento dei Raee professionali?

In Italia sono presenti i sistemi collettivi di raccolta: si tratta di aziende private in forma consortile utile a garantire il servizio di raccolta e smaltimento. L’obiettivo è mettere a fattore comune i costi. Sono i produttori stessi che istituiscono questi sistemi collettivi.«I consorzi possono essere considerati l’ultimo reparto della vita dell’apparecchiatura: dopo la produzione e l’assistenza tecnica, ne completa il ciclo chi si occupa del suo recupero e smaltimento.

Tale organizzazione permette alla filiera di produzione di organizzarsi al meglio trasformando in vantaggio un potenziale ostacolo», spiega Giuliano Maddalena. Per questo, è fondamentale il ruolo delle associazioni di categoria che possono condurre una strategia di settore. La climatizzazione, ad esempio, ha come suo riferimento il consorzio Ridomus che è il riferimento per il comparto. La norma 49/2014 ha stabilito i campi di applicazione che sono da ritenere aperti, non esaustivi.

Laddove non ci sia chiarezza sulla estensione normativa a una determinata tecnologia, interviene il comitato di vigilanza e di controllo, un ente che opera all’interno del ministero dell’Ambiente. Si esprime su proposte che vengono sottoposte alla sua attenzione. Il comitato delibera e redige la lettera, che comunica l’inclusione di quell’apparecchio nelle categorie Raee, avente forza di legge.

Ogni settore, attraverso l’intervento associativo, ha la  possibilità di inviare un position paper così da aver voce. «I nostri consorzi dialogano con le associazioni della meccanica ed elettronica da oltre dieci anni. La loro esperienza può essere messa a servizio dei comparti che volessero inviare alla commissione i position paper», è l’invito del direttore Maddalena.