10 dicembre 2018

Intelligenza artificiale, Microsoft punta sulla formazione

2 ottobre, 2018 - 09:14
A cura di: 
Simone Gila

Ci sono 135mila posti di lavoro nel settore dell’intelligenza artificiale, da qui al 2020, che non saranno occupati.

«Esiste un grande divario tra le competenze richieste e le skill disponibili sul mercato. Una dicotomia che rallenta la crescita e che è possibile superare solo puntando sulla formazione», ha detto l’amministratore delegato di Microsoft Italia Silvia Candiani (nella foto in alto), durante la presentazione del progetto Ambizione Italia, il programma nazionale triennale che l’azienda ha lanciato in collaborazione con il ministero dell’Istruzione e con diversi partner per sostenere la crescita nell’intelligenza artificiale e della trasformazione digitale dell’Italia.

I punti cardine del progetto – presentato venerdì nella sede milanese di Microsoft – sono la formazione e l’educazione degli studenti, e la riqualificazione dei lavoratori per poter svolgere i lavori del futuro. L’idea è dare visibilità ai migliori progetti sviluppati con l’intelligenza artificiale perché possano essere di ispirazione per altre imprese italiane.

È prevista inoltre la creazione di una piattaforma in grado di offrire a studenti e insegnanti contenuti e risorse formative (per esplorare il digitale e l’intelligenza artificiale), mentre è già iniziata la collaborazione con Adecco Group per lo sviluppo di una piattaforma di ricerca personale (si chiama Phyd) e una partnership con LinkedIn che ha portato al lancio di Linkedin Insights Talent, la funzione che migliora la ricerca del personale e i contatti tra i lavoratori e le aziende.

Ma nell’Intelligenza artificiale l’Italia rimane indietro
«Le aziende italiane si mostrano sempre più interessate all’Artificial intelligence — prosegue Silvia Candiani — ma dalla nuova ricerca Microsoft-EY emerge un ritardo: solo il 15% delle imprese nostrane ha dichiarato di esser andata oltre lo sviluppo di progetti pilota, rispetto alla media europea del 32%. Per avere successo nell’intelligenza artificiale occorre poter contare su competenze avanzate e con il progetto di ecosistema Ambizione Italia investiremo 100 milioni di euro in iniziative, programmi e corsi che coinvolgeranno 2 milioni di giovani e professionisti italiani entro il 2020, contribuendo alla diffusione di una nuova cultura digitale per costruire insieme il futuro del Paese. È un impegno di lunga data, che abbiamo concretizzato da tempo attraverso la nostra collaborazione con il Miur per la modernizzazione della didattica e con il lancio di GrowITup ormai 30 mesi fa, per il sostegno alle startup digitali: oggi vogliamo dare ulteriore slancio a questo impegno, attraverso la piattaforma aperta Ambizione Italia».

Marcello Albergoni — head of Linkedin Italia — afferma che la conoscenza del clouding, la programmazione e il data mining sono tra le competenze più richieste nel mondo del lavoro in Italia. Il nostro paese si piazza 25simo su 28 stati membri dell’Unione europea in quanto a competitività e competenze digitali; 36esimo stato al mondo per la capacità di attrarre talenti dall’estero.

All’interno di Ambizione Italia è stato presentato “Eskills4change” (in collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale) che coinvolge docenti e studenti delle scuole superiori per l’elaborazione di progetti legati all’intelligenza artificiale. Per esempio, l'istituto tecnico G. Marconi di Campobasso ha ideato la cover intelligente per smartphone, programmata con Arduino: in situazioni di pericolo basta stringerla con forza per inviare un messaggio di aiuto geolocalizzato. 

In questa veloce e continua evoluzione, sviluppare nuove tecnologie è e sarà fondamentale per non essere costretti a inseguire chi si muove con più velocità. Ma bisogna essere bravi anche a inseguire, se non si è i primi.