23 maggio 2019

Iran-Usa, palla al centro

7 maggio, 2019 - 13:56
A cura di: 
Alessandro Durante

Articolo pubblicato su L'Industria Meccanica n. 719

Incredibile ma vero: le sanzioni messe da Trump all’Iran rallentano il nostro export verso gli Usa (-0,3% la stima secondo i dati Istat aggiornati a ottobre 2018) e aumentano il flusso di tecnologie Anima verso Teheran (+25%), raggiungendo il massimo valore assoluto dal 2011 a questa parte.

Nel contempo, le fiere Oil&gas di riferimento per i due paesi che si svolgono a cavallo tra aprile e maggio, a una settimana di distanza l’una dall’altra (Otc a Houston e Iran oil show a Teheran), assistono a un forte ridimensionamento nella partecipazione di Pmi italiane alle collettive Ice, tipicamente entrambe molto richieste.

Leggere ciò che sta dietro a questi fatti non è immediato, né può essere semplificato troppo, ma certamente se aumenta il fatturato verso l’Iran significa che le transazioni finanziarie sono possibili e che le aziende italiane presenti sul mercato sono apprezzate. Imprese che probabilmente beneficiano anche della minore presenza di competitor, data dall’incertezza che blocca chi conosce poco il Paese e non ha ancora un parco clienti consolidato.
In sintesi, i pochi che conoscono il mercato iraniano e come operare al suo interno stanno vivendo un momento d’oro.

Dall’altro lato gli Stati Uniti risultano “stabili”, nel senso che l’export non è cresciuto nel 2018, ma incuriosiscono moltissime aziende italiane – come testimonia il successo degli incontri organizzati da Ambasciata e Consolato Usa tra il 20 e il 22 marzo scorso a Milano, Vicenza e Roma per far conoscere le tante opportunità che offrono gli Stati della fascia centrale degli Usa dall’area degli Appalachi all’Iowa, al Nebraska, oltre a Maine e New Jersey a est e New Mexico a sud-ovest. Pur presentando standard produttivi assai diversi dagli europei, le agevolazioni per aprire anche un solo ufficio di rappresentanza negli Usa sono davvero tante e vantaggiose.

In questo caso la stabilizzazione dell’export italiano verso gli Stati Uniti potrebbe voler dire che stiamo iniziando a produrre di più direttamente sul territorio americano, o forse che le aziende stanno iniziando a fare una scelta di campo evitando di stabilirsi in Iran, o Sudan.

Il dato veramente nuovo, e importante, sembra essere più che altro il fatto che le aziende che scelgono di percorrere una strada o l’altra siano decise a farlo fino in fondo, con una visione di lungo periodo. E per una Pmi significa esprimere una cultura imprenditoriale di chi vuol diventare grande. Non male per un’industria fatta di Pmi come quella italiana.