23 settembre 2019

In salute macchine utensili e robot

13 dicembre, 2011 - 17:15

Secondo il preconsuntivo elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per Produrre, l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione si avvia a chiudere un 2011 positivo, con una crescita a doppia cifra per tutti i principali indicatori economici: la produzione salirà infatti a 5.019 milioni di euro, con un incremento del 19,6% rispetto all’anno precedente, mentre le esportazioni sono attese in aumento  del 29,3% a quota 3.367 milioni di euro. I principali paesi di destinazione del made in Italy settoriale risultano Cina, Germania, Stati Uniti, Brasile, Francia, India, Russia, Turchia, Polonia e Spagna.

Dove va il Made in Italy. Per quanto concerne le esportazioni, Germania e Cina si contendono il vertice della classifica delle aree di sbocco. In particolare, secondo l’ultima rilevazione, sono cresciute le vendite in Germania (+62,9%) a 228 milioni, Stati Uniti (+99,4%) a 170 milioni, Brasile (+84,1%)  a 115 milioni, Francia (+23,2%) a 105 milioni, India (+19,7%), Russia (+15%), Turchia (+85,1%); Polonia (+55,3%), Spagna (+14%). In controtendenza le vendite in Cina (-0,4%) che, con 240 milioni di euro, è comunque primo mercato di acquisizione di made in Italy di settore.

Mercato interno meno dinamico. Di diverso segno è l’andamento del mercato domestico: il consumo, pur in crescita dell’11,9%, si è attestato a 2.761 milioni di euro, valore che - secondo gli analisti Ucimu - denota la debolezza della domanda espressa dagli utilizzatori italiani. Il modesto incremento della domanda interna si riflette nella timida ripresa delle consegne dei costruttori sul mercato interno che, cresciute del 3,8%, non sono andate oltre quota 1.652 milioni. Più marcato l’incremento delle importazioni (+26,7%) il cui valore assoluto resta comunque appena sopra i 1.100 milioni.

Crescita rallentata nel 2012. Un anno, quello che si sta chiudendo, che ha visto consolidarsi la ripresa iniziata nel 2010, anche se il trend positivo rischia di affievolirsi nel 2012, complice il quadro internazionale instabile. Le previsioni di Ucimu indicano infatti una crescita della produzione intorno al 3,4%, per un totale di 5.190 milioni di euro. L'export dovrebbe aumentare del 4,8% a 3.530 milioni di euro, mentre  il mercato interno frenerà la sua corsa: i consumi saliranno a 2.820 milioni di euro, il 2,1% in più rispetto al 2011. Stazionarie le consegne dei costruttori sul fronte domestico che si fermeranno a 1.660 milioni di euro (+0,5%).