22 luglio 2019

Verso l'impresa 2.0

3 novembre, 2011 - 15:46

Al Politecnico di Milano si è tenuto il convegno  “Enterprise 2.0: è il tempo del fare!”. Le aziende italiane conoscono i nuovi strumenti dell’era 2.0 ma stentano a usarli. Soprattutto le PMI.

Secondo quanto emerso dall'incontro organizzato il 27 ottobre scorso dall’Osservatorio Enterprise 2.0, le imprese iniziano a comprendere i benefici della comunicazione mobile e dei social network, ma non ne sfruttano tutte le opportunità. E, in questo modo, rischiano di fermarsi a uno stato embrionale senza riuscire a fare quel salto di qualità che caratterizza invece alcuni casi eccellenti.

Osservatorio Enterprise 2.0. Ci sono, è vero, anche importanti eccezioni, come dimostrano alcune “best practice dell’innovazione” individuate dall'Osservatorio Enterprise 2.0,  che ha intervistato 113 Chief Information Officer delle principali aziende italiane e oltre 130 Responsabili delle Direzioni aziendali (Marketing, Commerciale, Comunicazione interna, Operations, Acquisti, Amministrazione e controllo) per analizzare le iniziative in corso e i loro impatti sull’organizzazione. Proprio per  valorizzare e diffondere i casi di eccellenza, l’Osservatorio ha promosso gli “Enterprise 2.0 Innovation Award”, che premiano e danno visibilità alle aziende che si sono maggiormente distinte nell’utilizzo degli strumenti e dei principi dell’Enterprise 2.0 per cambiare processi, relazioni e comportamenti, ottenendo benefici concreti e misurabili.

Smartphone, PDA e tablet. Dalla ricerca emerge che gli ambiti applicativi 2.0 giudicati più rilevanti riguardano la Unified Communication & Collaboration e il Mobile Workspace, o almeno la pensa così metà del campione.  Si tratta di attività che registrano investimenti medi significativi e in crescita, trovando un potente fattore di stimolo nella diffusione dei device mobili come smartphone, PDA, netbook e New Tablet. Proprio lo smartphone risulta ancora lo strumento più diffuso, soprattutto per il Top e il Middle Management che lo utilizza per accedere ad applicazioni di mobile office, di comunicazione istituzionale e a semplici servizi di collaboration e community, mentre i PDA/palmari sono i principali strumenti utilizzati dagli addetti che operano sul campo (Field Force). L’adozione dei nuovi tablet risulta in forte crescita: tre aziende su quattro hanno già introdotto questi dispositivi nella propria organizzazione (47%) o hanno intenzione di farlo in futuro (27%).

Snobbati i social media. Gli strumenti di Social Network & Community sono considerati rilevanti solo da un terzo del campione, pur registrando investimenti e trend in crescita; tuttavia, questi strumenti non lasciano intravvedere forti accelerazioni nel prossimo futuro. I ricercatori fanno notare come proprio i social media, che hanno conquistato il mondo consumer cambiando la modalità di comunicazione e socializzazione di intere generazioni, trovino le maggiori resistenze alla penetrazione nelle imprese, le quali faticano a sfruttarne le potenzialità e a integrarli nei loro processi di business.
Analogamente, pur a fronte di investimenti e trend di crescita significativi in piattaforme di Enterprise Content Management, le imprese introducono e utilizzano in modo limitato (meno di un terzo del campione) gli strumenti più innovativi di Rich Enterprise Communication come videosharing, RSS, corporate blog, web tv, etc.

La dimensione fa la differenza. Tra i fattori che influenzano la presenza e l’entità degli investimenti spicca la dimensione aziendale e il settore di attività. Si investe maggiormente nelle aziende con più di 500 dipendenti e nel settore della Finanza. Tra le imprese con budget più bassi, invece, significativi trend di crescita si osservano nei settori ICT/Telco/Media, Chimico/Farmaceutico e Tessile/Abbigliamento,

Quando funziona. I maggiori benefici riportati dai CIO intervistati dall'Osservatorio riguardano le attività relative alla gestione dei Sistemi Informativi, al Marketing e Commerciale e alla Comunicazione interna, per le quali iniziative di tipo Enterprise 2.0 hanno permesso di ridisegnare i modelli di servizio delle Direzioni che le hanno adottate. A livello di comportamenti organizzativi, l’impatto maggiore si ha sulla dimensione di mobilità, ovvero nell’abilitare modalità di lavoro virtuali e dinamiche indipendentemente da spazi fisici e orari di lavoro.  A livello di gestione della conoscenza, l’impatto più significativo concerne il miglioramento della qualità, quantità e tempestività nell’assimilazione e condivisione della conoscenza grazie a un accesso più semplice e immediato basato sulla valorizzazione di community e network professionali interni ed esterni all’azienda.

Enterprise 2.0 per le attività commerciali. Un dato interessante è come le Direzioni Commerciali utilizzano le applicazioni 2.0: soprattutto nella gestione della forza vendita (46%) e in alcuni servizi post vendita (8%), rilevano i ricercatori. Maggiormente usati Unified Communication e live collaboration, ma anche i device mobili e i servizi di community e collaboration.  Le Direzioni Marketing utilizzano strumenti 2.0, prevalentemente in attività di analisi e segmentazione dei clienti (20%) attraverso il monitoraggio dei comportamenti di acquisto e dei profili personali sui Social Network, l’implementazione e la misura delle campagne commerciali (30%).

Operazioni, amministrazione e acquisti. Nelle Direzioni operative, gli strumenti 2.0 sono impiegati soprattutto per la gestione delle consegne (alto impatto nel 44% del casi), della produzione (34%), dei magazzini e trasporti. Nelle Direzioni Amministrazione e controllo vengono invece privilegiati planning e reporting, contabilità esterna e contabilità analitica, attraverso l’utilizzo di strumenti più tradizionali di Unified Communication e Live Collaboration e accesso a cruscotti gestionali e documentazione operativa attraverso dispositivi mobile.
Infine, le Direzioni Acquisti utilizzano strumenti 2.0 in attività come la gestione degli ordini, dei documenti di trasporto e delle richieste d’acquisto dei fornitori, con benefici relativi alla riduzione dei costi e tempi del ciclo passivo. Non sono molti gli strumenti utilizzati in modo rilevante, ma fra quelli più diffusi vi sono Unified Communication e Project Centric Collaboration.