18 agosto 2019

Annullare i rischi di movimenti avversi dei prezzi di valute e commodities. Lo strumento è l’hedging

19 gennaio, 2017 - 12:22
A cura di: 
Mauro Ippolito, Wings Partners

Articolo pubblicato su L’Industria Meccanica n. 706

L’hedging è lo strumento di copertura finanziaria che blocca il prezzo delle valute o delle commodities quotate in Borsa annullando i rischi di movimenti avversi dei prezzi. Si evita così l’oscillazione dei prezzi attraverso l’uso di strumenti finanziari utilizzati sul mercato Forex e dalle Borse Merci Mondiali, come London Metal Exchange, Chicago Mercantile Exchange e InterContinental Exchange, effettuando operazioni uguali ma di segno contrario sul mercato dei futures quotati in borsa. I mercati valutari sono in continuo movimento. Una corretta gestione finanziaria deve utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per trarne vantaggio e limitare i rischi.

L’hedging e la copertura finanziaria sul cambio euro-dollaro
Si prenda come esempio un imprenditore italiano che vende il proprio prodotto all’estero con pagamento a 30 giorni in dollari. Una volta accordati gli aspetti pratici con il cliente, si apre un problema valutario, ovvero che nel dato periodo di tempo i dollari si svalutino contro l’euro. La soluzione è vendere in borsa i dollari che si incasseranno dopo un mese così da bloccare il rischio. A scadenza, una volta incassato il pagamento da parte del cliente, si provvede a riacquistare i dollari in borsa. Il risultato dell’operazione è pertanto nullo in quanto, se il dollaro si è deprezzato si incassa meno in termini di controvalore dal cliente, ma si avrà guadagnato il medesimo ammontare in borsa. L’incasso della vendita concordata, quindi il margine operativo, non è influenzabile da un evento sfavorevole come un movimento contrario del cambio.

Un esempio in termini numerici
Si ipotizzi di vendere prodotti del valore di un milione di dollari. Il cambio euro-dollaro è al momento 1,0950. Il controvalore della vendita è pari a 913.242 euro. Se tra un mese, ovvero quando il cliente riceverà 1 milione di dollari, il cambio sarà per ipotesi a 1,1050, il controvalore della vendita sarà pari a 904.977,37 euro. Solo per effetto del cambio il risultato sarà di una perdita netta pari a 8.264,63 euro. Con l’hedging, si può vendere dollari a 1,0950 per un milione di dollari e, dopo un mese, acquistare un milione di dollari al cambio 1,1050. In questo caso l’utile risulta pari a 8.264,63 euro e va a coprire la perdita dal lato fisico. Le stesse operazioni valgono per le esposizioni valutarie in yuan, lira turca, rublo, sterlina e yen.

L’hedging e le commodities
L’esperienza ventennale di Wings Partners sul London Metal Exchange (LME) è un chiaro esempio di come l’hedging possa bloccare il costo della materia prima, nel caso specifico dei metalli non ferrosi (rame, alluminio e leghe, zinco, piombo, nichel e stagno). Ma l’esempio può essere esteso anche alle commodities agricole, quali caffè, mais, zucchero e simili.

L’hedging e l’alluminio
Si ipotizzi che in data 15 aprile un consumatore sia interessato al prezzo a termine per il 15 luglio la cui quotazione è pari a 1.900 dollari. Fissa questo prezzo in acquisto aprendo una posizione sul LME. Lo stesso giorno, il consumatore chiude un contratto per l’acquisto di fisico dal fornitore per consegna il 15 luglio sulla base del prezzo LME per la data considerata (il prezzo LME per una data specifica viene, per prassi, fissato due giorni prima). Il giorno della fissazione (13 luglio), il prezzo LME per consegna 15 luglio è quotato 2.000 dollari/tonnellata. La consegna di metallo fisico ha avuto luogo a 2.000 dollari/tonnellata. Contemporaneamente è stato realizzato un utile derivante dalle posizioni di Borsa (LME) di 100 dollari/tonnellata. L’obiettivo di prezzo iniziale (1.900 dollari/tonnellata) è stato raggiunto.

In allegato è disponibile la seguente tabella:

Leggi anche: Come le semplificazioni doganali impattano sul commercio delle imprese italiane.

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