19 agosto 2019

I consigli per un’acqua migliore

12 dicembre, 2017 - 18:07

L’acqua è il nostro bene più prezioso.

Ogni giorno la utilizziamo per dissetarci, per cucinare, per annaffiare le piante, per l’igiene personale e per la pulizia della casa.

Ma il calcare in essa contenuto può alla lunga diventare dannoso per gli elettrodomestici e per gli impianti e può comportare un maggiore consumo di energia; un solo millimetro di calcare nelle tubazioni che trasportano acqua calda può aumentare il consumo energetico addirittura del 7%.

Quale punto di riferimento e informativo per il pubblico, MCE Lab, l’osservatorio sul vivere sostenibile promosso da MCE – Mostra Convegno Expocomfort, assieme ad Aqua Italia (ANIMA - Confindustria), ha elaborato una panoramica degli interventi più comuni per un’acqua più sana, più “dolce” e utile a garantire la longevità degli elettrodomestici e per gli impianti.

Per migliorare l'economia domestica è soprattutto opportuno diminuire il livello di calcare attraverso sistemi di trattamento.

In questo modo è possibile risparmiare anche sulle spese di tutti i giorni: il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria sono rilevanti ai fini dei consumi di energia ed emissioni, e incidono per circa il 60% (in energia primaria) sui consumi complessivi del settore civile.

Ad esempio, installando nella propria caldaia un sistema di dosaggio di polifosfati o un addolcitore è possibile ottenere un risparmio economico annuale di quasi il 20% sui costi generalmente sostenuti per il riscaldamento, stimato in 250/300 euro a famiglia.

La maggior parte degli acquedotti italiani pubblica gli esiti dei controlli effettuati sulle acque erogate: esistono varie unità di misura per la durezza dell’acqua ma in Italia si utilizza quella cosiddetta in gradi francesi (°F), che corrisponde a un contenuto di sali di calcio e magnesio equivalente a 1g di CaCO3 ogni 100 litri d’acqua. La legislazione non ne prevede un limite, limitandosi a consigliare che i valori siano compresi tra i 15 e 50°F. In linea di massima, risultano molto dure (oltre i 40°F) alcune acque dell’Italia Centrale e della Calabria, di media durezza (circa 20°F) quelle liguri e piemontesi, e quasi dolci quelle friulane.

L'acqua in Italia è però garantita nei parametri solo fino al contatore. Esistono in commercio kit semplici da usare per un’analisi fai da te per assicurarsi che i parametri vengano rispettati fino all’erogazione, basta rivolgersi ad aziende specializzate in trattamenti delle acque primarie per la tratta di competenza dell’utente (www.aquaitalia.it).

Ecco gli interventi più comuni e facili da realizzare per migliorare la qualità dell’acqua nelle abitazioni private:
• Resina a scambio ionico
• Dosaggio chimico
• Filtrazione di sicurezza più dosaggio di anticorrosivi alimentari.

Il trattamento idrico permette inoltre di consumare meno detergenti (la durezza dell'acqua è antagonista dei tensioattivi); basti pensare che il 60% del sapone utilizzato non concorre alla rimozione dello sporco ma viene “neutralizzato” dal calcare. Va sottolineato infine come una minore quantità di detersivi immessi nell'ambiente garantisca un maggior rispetto dell’ecosistema.