10 dicembre 2018

La meccanica tiene

12 settembre, 2011 - 13:57

La crisi c'è e si sente, ma le aziende della meccanica mantengono la barra dritta anche grazie al buon andamento delle esportazioni, che stanno avendo ripercussioni positive sul settore, garantendo una sostanziale stabilità del fatturato. E' quanto emerge dall'indagine trimestrale condotta dall’Ufficio Studi di ANIMA su un panel di circa 400 aziende.

Fatturato stabile. In dettaglio, il fatturato risulta invariato rispetto al periodo precedente per il 42% delle aziende intervistate, in crescita per il 40% , mentre solo il 18% lo ritiene peggiorato. “Un dato confortante è che le cancellazioni di ordini non sono state elevate, che le richieste di stand by sono altrettanto limitate e rappresentano un’indicazione importante dell’attesa normalizzazione della situazione che il sistema paese Italia sta vivendo nelle ultime settimane. – ha commentato Sandro Bonomi, Presidente ANIMA - In questo difficile scenario la meccanica appare ancora in tenuta grazie all’export, che continua a premiare qualità, know-how e produzioni della manifattura italiana. A preoccupare è ancora il mercato interno, dove gli ordini stentano ad arrivare".

Preoccupa l'occupazione. Sempre secondo l'indagine congiunturale, gli investimenti sono stabili per il 77% del campione, in calo per il 5% mentre il restante 18% le segnala in aumento. I livelli occupazionali costituiscono invece l'aspetto più preoccupante di tutto lo scenario: aumenta la percentuale degli intervistati che indica la stabilità a scapito di un aumento e stabilità in questo senso fa pensare a stagnazione. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente le percentuali sono invariate, con una leggera accentuazione del trend negativo: il 41% delle aziende indica un miglioramento, il 32% la stabilità e il 27% un peggioramento. Anche le commesse registrano una lieve contrazione, ma il carnet di ordini espresso in numero di mesi con lavoro assicurato si attesta sempre a 2,40.

Opportunità dall'acqua. "Un grande volano per investimenti e occupazione - ha aggiunto il Presidente Bonomi, presente al Festival dell'Acqua di Genova – è il sistema idrico italiano che, secondo le anticipazioni del Blue Book 2011, necessita di 66,2 miliardi di euro di investimenti per adeguarsi agli standard europei ed evitare sanzioni comunitarie, ma i fondi disponibili sono pari solo al 10% del totale. Sbloccare questo mercato significa dare un impulso all’economia, un miglior servizio ai cittadini e lavoro per tante famiglie italiane”.