26 marzo 2019

Macchine utensili, il consumo italiano cresce: +18,2%

16 dicembre, 2014 - 15:25
A cura di: 
g.p.

Già nel corso dell’ultima edizione di Bimu le imprese costruttrici di robot e macchine utensili mostravano un mercato domestico in ripresa (ne parliamo nel Focus Macchine su L'Industria Meccanica novembre/dicembre), un dato ora confermato dai dati di fine anno esposti oggi da Ucimu -  Sistemi per produrre: il comparto chiude un 2014 positivo, con una produzione in crescita del 4,6% rispetto al 2013, un export stabile e previsioni altrettanto buone per il 2015.

«La nostra produzione è salita a 4.695 milioni di euro» spiega il Presidente di Ucimu Luigi Galdabini, «con una crescita del consumo italiano del 18,2% in più rispetto al 2013: un segnale molto positivo, che testimonia una nuova disponibilità ad investire da parte degli utilizzatori italiani».

I dati del preconsuntivo mostrano infatti un trend positivo, di cui hanno beneficiato soprattutto i costruttori, le cui consegne nel mercato interno sono salite del 21,1%.  Per il 2015 si prevede un andamento simile: cresceranno del 4,1% le consegne dei costruttori e il mercato domestico raggiungerà i 2.530 milioni di euro. In ripresa anche l’import, che salirà a quota 1.140 milioni di euro.

Ma quali sono i fattori che hanno favorito questa ripresa? «Una spinta forte è arrivata dalla Nuova Sabatini» spiega Galdabini «che ha finanziato acquisti per 2,3 miliardi di euro. Sintomo che la domanda di sistemi di produzione in Italia c’è, ma spesso le imprese rimangono bloccate dalla mancanza di liquidità». 
Oltre ai finanziamenti il presidente sottolinea inoltre la necessità di liberalizzare gli ammortamenti dei beni strumentali acquistati e la revisione dei coefficienti di calcolo degli stessi, fermi al 1988. Occorre inoltre sostituire i macchinari obsoleti: motivo per il quale durante il prossimo anno sarà avviata l’indagine sul parco macchine in oltre tremila aziende.

«Il nostro Paese pecca di un atteggiamento immotivatamente autolesionista» conclude il Presidente «I dati riportati oggi invece parlano chiaro: nella produzione macchine abbiamo davanti solo Germania e Giappone, il nostro modello produttivo è tra i più innovativi in campo ambientale e siamo leader nella metà dei prodotti del settore meccanico. È ora di uscire dai luoghi comuni e far vedere a tutti quanto valiamo: Emo 2015 sarà un’ottima occasione per farlo».