26 marzo 2019

Messe Frankfurt e Anie Automazione per il forum Software Industriale

7 febbraio, 2019 - 12:14

Al Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, il forum Software Industriale. Tanti temi tecnologici al centro di tavole rotonde e sessioni convegnistiche, dalla convergenza operational technology (Ot) - information technology (It) al software inteso come motore dell’innovazione nel settore manifatturiero. La mostra-convegno del 6 febbraio viene aperta dall’amministratore delegato di Messe Frankfurt Italia, Donald Wich, e dal presidente di Anie Automazione, Fabrizio Scovenna, che parla di un leggero rallentamento del settore automazione dopo una buona crescita avvenuta nel 2018 (+2,8 %).

Fabio Massimo Marchetti, presidente del Wg Software industriale di Anie Automazione, rivela che “secondo uno studio del Politecnico di Milano che prende in considerazione 72 aziende, il costo del lavoro è aumentato del 10%, ma il valore aggiunto di ogni lavoratore è aumentato di circa il 25%”. L’Italia si è mossa nella direzione giusta per quanto riguarda l’incentivo all’investimento, ma “è ancora indietro rispetto ai grandi paesi europei” per Elio Catania, presidente di Confindustria digitale. “Fino al 2000 gli investimenti nel nostro Paese non erano inferiori a quelli degli Stati più tecnologicamente avanzati. Ora la Germania ha investito 4 miliardi di euro solo nell’intelligenza artificiale, la Francia 2 miliardi. Si sottolinea inoltre il bisogno di fare convergere le attività delle aziende fornitrici di tecnologie abilitanti per la produzione (mondo Ot) e di quelle che invece provengono dal mondo It, due ambiti sempre più vicini nel segno del paradigma dell’Industria 4.0.

Calcolare il ritorno dell’investimento

Durante il convegno è stato presentato un modello di stima del Roi (return on investment) per valutare la redditività di un investimento in software industriale, curato dall’Università di Pisa, dall’Università degli Studi di Firenze e dalla Scuola superiore universitaria Sant’Anna di Pisa. Questo modello deriva dal “McKinsey digital compass”, che definisce l’industria 4.0 come la fase attuale e prossima della digitalizzazione del settore manifatturiero guidata da quattro cambiamenti: l’aumento dei volumi di dati, l’emergere di capacità di analisi e business intelligence, nuove forme di interazione uomo-macchina e i miglioramenti nel trasferimento delle istruzioni digitali al mondo fisico. All’interno di questo cambiamento bisogna riconsiderare non solo le tecnologie da utilizzare per la produzione, ma anche le scelte che vanno prese dalle aziende in funzione di questi cambiamenti.

Per ottenere il massimo dai propri investimenti, le imprese dovrebbero quindi seguire 3 principali step. In primo luogo, le aziende possono raccogliere più informazioni e utilizzarle meglio (big data analysis): la correzione delle inefficienze dei dati dovrebbe migliorare la produttività del 25% circa. Gli strateghi dovrebbero anche prendere in considerazione l'industria 4.0, in quanto contemplano le direzioni future dell'azienda. Come? Attraverso “piattaforme”, in cui prodotti, servizi e informazioni possono essere scambiati attraverso flussi predefiniti, e trasformando i macchinari da capex a opex per i produttori tramite servizi a pagamento e in abbonamento. Serviranno poi aziende che concedono in licenza la proprietà intellettuale e che monetizzano i dati.