"Senza governabilità cade anche l'export"

Indagine trimestrale ANIMA: andamento al negativo della fiducia degli imprenditori.

Bonomi: "Molte piccole e medie aziende non investono più e si  stanno fermando a fronte della mancanza di risorse, anche in conseguenza dei mancati pagamenti dalla Pubblica Amministrazione. Anche l'export, oggi motore della meccanica, accusa segni di sofferenza".

06 mar 2013

L'indagine trimestrale di ANIMA del quarto trimestre 2012 evidenzia un andamento tendente al negativo per quanto riguarda la fiducia degli imprenditori.

Il Presidente di ANIMA, Sandro Bonomi, ha osservato: "Devo purtroppo rilevare che da queste stime emerge un clima di sconfortante stagnazione. Molte piccole e medie aziende non investono più e si  stanno fermando   a fronte della mancanza di risorse, anche in conseguenza dei mancati pagamenti dalla Pubblica Amministrazione. Anche l'export, notoriamente in buona salute per il settore della meccanica, comincia ad accusare segni di sofferenza. Speriamo che una maggiore governabilità nei prossimi mesi  possa dare nuovo impulso a una ripartenza delle imprese."

Con riferimento al mercato domestico il 41% delle aziende considera infatti  il fatturato del mercato domestico invariato  rispetto al periodo precedente,  mentre il 25% lo ritiene migliorato o molto migliorato e il 34%  continua a evidenziare un calo più o meno accentuato, purtroppo già caratterizzato da un andamento estremamente negativo.

Analizzando le stime di fatturato riportate per il mercato estero, la percentuale complessiva di chi ritiene la produzione migliorata o molto migliorata sale al 33% mentre la percentuale di chi considera una contrazione più o meno elevata si restringe al 25%, mentre una notevole percentuale degli intervistati (42%) continua a non vedere variazioni nell'export.

Anche dall'analisi delle valutazioni sull'andamento del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2011 si evidenzia una situazione abbastanza simile, con un assottigliamento delle risposte di fatturato stabile  (31%) e  aumento della percentuale di chi considera il fatturato peggiorato o molto peggiorato (36%).
La situazione ordini riflette un quadro di generale stagnazione: il 45% degli intervistati considera i livelli invariati, mentre la restante parte viene quasi specularmente distribuita fra chi ritiene che gli ordinativi siano migliorati e chi li vede al ribasso rispetto al precedente trimestre.

Occupazione stabile per  l'87% delle aziende, mentre il 10% la considera in calo e  il restante 3% evidenzia solo un discreto miglioramento.

Nelle previsioni per il primo trimestre 2013 il baricentro delle risposte si sposta ancor più verso una preoccupante stabilità: fatturato Italia 63%, estero 59%. Le rimanenti risposte evidenziano  una contrazione delle  percentuali di miglioramento del fatturato interno, mentre si mantengono pressoché invariate le risposte negative. Anche nelle previsioni degli ordinativi si profilano livelli invariati  sia per il mercato interno (61%), sia per l'estero (62%). L'occupazione si prospetta ancora invariata per l'84% delle aziende.

Su tutto campeggia un peggioramento netto del clima di fiducia nell'ultimo scorcio del 2012, dopo l'incerto rialzo rilevato nel terzo trimestre 2012.

Energia, Edilizia, Alimentare, Movimentazione e logistica, Sicurezza e ambiente, Industria varia, Economia, trimestrale, Conferenza 2013