ANIMA e Ipack-Ima insieme per l'export

Accordo tra la Federazione della meccanica varia e l'ente fieristico per avviare iniziative congiunte sul fronte dell'internazionalizzazione, a favore delle PMI che vogliono crescere all'estero.

01 giu 2012

Accordo tra la Federazione della meccanica varia e l'ente fieristico per avviare iniziative congiunte sul fronte dell'internazionalizzazione, a favore delle PMI che vogliono crescere all'estero.

Presidiare i mercati esteri e favorire l'internazionalizzazione delle aziende della meccanica varia attraverso iniziative comuni sul fronte dell'internazionalizzazione: sono questi i principali obiettivi dell'accordo siglato nei giorni scorsi da ANIMA e Ipack-Ima Spa, uno dei principali organizzatori italiani di fiere nel campo della meccanica strumentale per il packaging e il processo. Una sfida che spinge un'associazione di categoria del mondo industriale e un ente fieristico a ripensare nuovi modelli di business mettendo al centro le esigenze delle imprese.

"Rappresentiamo 43 miliardi di fatturato aggregato di cui più del 53% proviene dai mercati esteri, per noi meccanici internazionalizzare non è più una scelta, significa sopravvivere considerata l'inconsistenza del mercato nazionale rispetto alla capacità produttiva potenziale della nostra manifattura" – spiega Sandro Bonomi, Presidente di ANIMA -. L'accordo siglato oggi, il primo di questo tipo ma non l'ultimo, si integra perfettamente nel percorso avviato dalla Federazione già da qualche anno che ha come obiettivo quello di supportare le aziende della manifattura meccanica mettendo a loro disposizione competenze e know how specifici, settore per settore, attraverso strumenti semplici, concreti e immediatamente attuabili".

Le iniziative avviate da ANIMA sul fronte dellinternazionalizzazione spaziano dal "Progetto Dogana Facile", per la certificazione AEO e il supporto sulle tematiche doganali, ad "Ulisse per ANIMA", banca dati sui flussi di import-export suddivisa per codici Ateco, fino al Progetto "Mecca-Ru", per favorire lo scambio di know-how tra Italia e Siberia che sarà avviato a fine giugno. "Le aziende hanno bisogno di sapere se ha senso approcciare un nuovo mercato prima di effettuare qualunque tipo di investimento, anche solo quello in risorse umane dedicate allo studio e all'analisi di fattibilità, passaggi necessari ma non sempre realizzati, in occasione di progetti impegnativi come quelli che vedono le aziende affacciarsi sui mercati esteri", aggiunge Bonomi.

In piena sintonia Guido Corbella, amministratore delegato di Ipack-Ima, che definisce l'accordo "un esempio virtuoso di collaborazione fra le associazioni di categoria e gli organizzatori di fiere,  un modello intelligente di sinergia che premia i rispettivi punti di forza a tutto vantaggio delle imprese". Secondo Corbella, infatti, i soci di ANIMA, sono anche gli espositori di Ipack-Ima: "Con questo accordo si darà continuità all'azione di promozione e di supporto alle imprese per le loro strategie di internazionalizzazione, al di là dei giorni di fiera".


Alimentare, Sicurezza e ambiente, Industria varia, Economia, ANIMA, Ipack-Ima