Aumentano le insolvenze in Italia

Secondo Euler Hermes Italia, società del gruppo Allianz specializzata nell'assicurazione crediti, l'anno scorso i mancati pagamenti sono cresciuti del 42% nel numero e del 17% negli importi medi.

06 mar 2012

Secondo Euler Hermes Italia, società del gruppo Allianz specializzata nell'assicurazione crediti, l'anno scorso i mancati pagamenti sono cresciuti del 42% nel numero e del 17% negli importi medi.

I dati sono contenuti nel report trimestrale sugli andamenti dei pagamenti delle imprese italiane, che fotografa regione per regione, con un approfondimento per i diversi settori merceologici, lo stato delle insolvenze nel nostro paese. I numeri utilizzati per l'analisi vengono dal monitoraggio giornaliero dei pagamenti tratto dalla banca dati Euler Hermes Italia su circa 450.000 aziende.

I dati 2011 evidenziano una crescita sia della frequenza (+ 42%), indicatore del numero dei mancati pagamenti, che della severità (+ 17%), analisi degli importi medi. Il mercato Export, motore dell'economia italiana, tiene per quanto riguarda la frequenza mentre mostra qualche segnale di difficoltà sul piano della severità, in aumento del 7%.

A livello regionale, incrementi sopra la media per numerosità si rilevano in Umbria (+100%), Emilia Romagna (+69%), Liguria (+74%, ma con una contestuale flessione degli importi medi del 22%),  Calabria (+74%), Friuli Venezia Giulia (+53%), Toscana (+51%) e Sicilia (+45%). L'analisi per settore industriale vede qualche segno negativo (Energia -39% e Carta -13%), ma per il resto il numero delle insolvenze cresce, con punte nel Tessile (+100%), Edilizia (+70%) e Chimica (+82%, ma con importi medi in flessione del 34%).

"Il fenomeno dei mancati pagamenti in Italia non riguarda solo un settore o una filiera ma è evidente nei principali settori del made in Italy ad eccezione del settore dell'Energia, che per sue caratteristiche di essenzialità nei processi industriali è l'ultimo ad essere coinvolto - afferma Michele Pignotti,  Country Manager di Euler Hermes Italia -. Nel mercato export segnali positivi arrivano dall'abbigliamento, il calzaturiero e la siderurgia, che si confermano solidi nei principali mercati di sbocco come Francia, Germania e USA".

"All'interno di questo scenario – prosegue Pignotti – le imprese affrontano ulteriori difficoltà sul credito; da un lato le restrizioni legate all'accesso al credito bancario e dall'altro, prudentemente accrescono gli accantonamenti del fondo aziendale di svalutazione crediti per coprire le transazioni commerciali". "Fattore competitivo per le imprese diventa quindi l'autofinanziamento – conclude Pignotti –, che attraverso un corretto utilizzo del capitale circolante genererà margini di crescita per le imprese più virtuose. Solo un'attenta politica di risk management, potrà garantire il consolidamento del circolante e uno sviluppo aziendale sano e di lungo termine sui mercati ".

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