Climatizzazione: il futuro è hi-tech

I risultati di un'indagine condotta da Co.Aer sul mercato degli apparecchi per la climatizzazione evidenzia un ridimensionamento del mercato, anche se con andamenti diversi in funzione del comparto.

17 apr 2012

I risultati di un'indagine condotta da Co.Aer sul mercato degli apparecchi per la climatizzazione evidenzia un ridimensionamento del mercato, anche se con andamenti diversi in funzione del comparto.

"I dati relativi al 2011 purtroppo non sono molto entusiasmanti - afferma Bruno Bellò, presidente di Co.Aer (nella foto), commentando i risultati dell'indagine statistica sul mercato dei componenti per impianti di condizionamento dell'aria nel 2011. "Il fatturato Italia è sceso leggermente rispetto al 2010, anno in cui c'era stato un recupero che ci aveva fatto ben sperare - aggiunge -. Ci troviamo in un momento difficile sia dal punto di vista occupazionale sia per l'affidabilità dei pagamenti, e il 2012 non sembra prospettarsi migliore dell'anno scorso".  In uno scenario macroeconomico incerto, le prospettive non sono certo rosee: "Dovremo continuare a fare pressione affinché la nostra classe politica comprenda i vantaggi derivanti dall'utilizzo delle rinnovabili termiche.", continua il Presidente di Co.Aer.

Velocità diverse. Durante la presentazione della ricerca, i responsabili marketing di alcune delle principali aziende del settore hanno analizzato i dati di produzione, importazione, esportazione e mercato interno nel periodo compreso tra il 2007 e il 2011, per quanto concerne climatizzatori d'ambiente, sistemi split e multisplit, condizionatori packaged e roof top, unità di trattamento aria, gruppi refrigeratori di liquido con condensazione ad aria e ad acqua, unità terminali.
L'indagine mette in luce andamenti anche molto diversi per i vari componenti: in netto calo, ad esempio, produzione e mercato Italia dei climatizzatori d'ambiente trasferibili. Abbastanza stabile, invece, il mercato dei climatizzatori monosplit e multisplit, che da due anni si attesta intorno ai 200 milioni di euro: è uno dei comparti che risente meno della crisi perché si tratta di prodotti destinati a un mercato che ancora oggi ha una penetrazione molto bassa, dell'ordine del 5%.

Bene i VRF. Positiva la situazione per i sistemi VRF, che continuano a presentare una crescita soprattutto nei sistemi di piccola potenza, con un totale fatturato Italia superiore ai 130 milioni di euro. Si tratta di un mercato in evoluzione, che rappresenta più del 10% del fatturato delle apparecchiature aerauliche, nel quale si cominciano a vedere anche altri competitor e che, grazie alla rapida evoluzione della tecnologia e all'introduzione della nuova etichettatura energetica per i sistemi ad alta efficienza, continuerà a dare grosse soddisfazioni agli operatori.

Leggero calo nel commerciale. Nel comparto centralizzato, su cui si concentra la produzione delle imprese italiane aderenti al Co.Aer, si registra un leggero decremento del mercato dei roof top, apparecchiature applicate per lo più nei centri commerciali. Quello dei centri commerciali è un settore che ha visto numerose aperture di grosse realtà nel 2007, a cui sono seguiti un calo abbastanza considerevole per quanto riguarda il mercato Italia nel 2008, una ripresa nel 2009 e nel 2010 e un nuovo calo del 3% nel 2011. Dalle rilevazioni statistiche risulta inoltre che, a fronte di circa 25 milioni di fatturato, l'import vale solo un milione di euro, a conferma che si tratta di un prodotto made in Italy, e che il fatturato export, pari a 8 milioni di euro, è il 34% in più rispetto al 2010, confermando così il ruolo di primo piano delle aziende italiane del settore. Evidenziata, sempre nel segmento dei roof top, anche l'elevata percentuale (intorno al 70%) di unità a pompa di calore.
L'analisi dei gruppi refrigeratori di liquido con condensazione ad aria mostra dati stabili rispetto al 2010 in termini di pezzi venduti e una lieve crescita a valore determinata soprattutto dal fatto che si stanno affermando le soluzioni a pompa di calore, ossia prodotti a maggiore valore aggiunto che richiedono fornitori particolarmente qualificati.

Meglio le piccole taglie. Il segmento dei refrigeratori condensati ad acqua mostra una crescita sia a pezzi che a valore rispetto all'anno precedente e un aumento significativo (+23%) dei sistemi a pompa di calore. Un dato interessante è rappresentato dalla crescita delle unità con potenza inferiore ai 17 kW, che dimostra come la penetrazione del refrigeratore nel mercato residenziale sia in aumento, guidata soprattutto dalle applicazioni con terminali a pannelli radianti che consentono l'utilizzo di queste unità sia per il riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo.

I terminali beneficiano dell'export. Nel complesso anche il comparto delle unità terminali idroniche nel 2011 ha tenuto, sostenuto soprattutto dall'esportazione. La speranza è che nei prossimi anni cresca il mercato della sostituzione in Italia, trainato dall'introduzione dei nuovi ventilconvettori idronici con ventilatori a velocità variabile e consumi energetici molto bassi.

In sintesi, dagli interventi dei partecipanti è emerso che si respira ancora un senso di preoccupazione, legato soprattutto alla mancanza di liquidità e all'allungarsi dei tempi di pagamento, ma si iniziano anche a vedere alcuni segnali di incoraggiamento legati all'evoluzione della tecnologia e alla prossima introduzione di prodotti a maggiore valor aggiunto.

CO.AER – Associazione Costruttori apparecchiature ed impianti per la climatizzazione e pompe di calore - rappresenta un comparto che complessivamente occupa 7.250 addetti per un fatturato di 1.400 milioni di euro e una quota export/fatturato del 38%.

Edilizia, Economia, Co.Aer, Bruno Bellò