Export vivace: bilancia attiva Ucomesa

Ucomesa: bilancia commerciale in attivo di 2,3 miliardi nel settore del Macchinario per le costruzioni. Le aziende si affidano all'export, in aumento del 5,5% nel 2012.

02 apr 2013

Ucomesa: bilancia commerciale in attivo di 2,3 miliardi nel settore del Macchinario per le costruzioni. Le aziende si affidano all'export, in aumento del 5,5% nel 2012.

Dalle analisi di ANIMA/UCoMESA, su dati Istat, emerge che l'export di Macchinario per le costruzioni chiude il 2012 in positivo, nonostante un ultimo bimestre meno favorevole nel quale, per la prima volta nell'arco dell'anno, le esportazioni sono cresciute ‘solo' a una cifra rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. L'aumento medio dell'intero settore si attesta nel 2012 sul 5,5% .

Il comparto meno performante è risultato quello delle Macchine stradali che registra un lieve decremento
(-0,3%), mentre le Macchine per la lavorazione degli inerti  invertono decisamente il trend negativo del 2011
(-8%), con un importante incremento (+17,3%). 

Nettamente inferiori gli aumenti negli altri settori che si attestano sulla media dell'anno. Drastico ridimensionamento nelle importazioni che perdono il 35% rispetto all'anno precedente, già in calo del 6%  sul  2010. La bilancia commerciale risulta in attivo per oltre 2,3 miliardi di Euro.

"Ancora una volta – dichiara Luca Turri, Presidente di UCoMESA – voglio sottolineare la vivacità delle aziende italiane del settore rappresentato dalla mia Associazione, in prevalenza piccole e medie imprese, che  per sopravvivere in un momento di crisi nazionale hanno giocoforza dovuto ricorrere all'esportazione che oggi incide per quasi il 77% sul fatturato, con notevoli sacrifici sui margini per gli altissimi oneri fiscali, l'alto costo del lavoro e dell'energia, il costo del denaro che ci penalizza per oltre cinque punti rispetto ai nostri concorrenti esteri e la stretta creditizia imposta dalle regole di Basilea III.

All'attivo della bilancia commerciale di 2,3 miliardi il settore rappresentato da UCoMESA contribuisce per  1,7 miliardi, un  risultato che contiene l'impareggiabile merito delle nostre imprese che non hanno  delocalizzato  le attività produttive, mantenendo in Italia la loro capacità manifatturiera, unico bene rimasto per l'Italia". 

Russia, Stati Uniti, Turchia, Francia, Germania si riconfermano i principali mercati di sbocco delle esportazioni italiane del settore. Scala diverse posizioni l'Algeria (+63% rispetto al 2011) che risulta fra i mercati più dinamici per quasi tutte le tipologie di prodotto. 

Analizzando i singoli comparti: per la Perforazione gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato di sbocco, seguiti dalla Turchia. Per questo settore emergono importanti volumi di export verso paesi inusuali (Kazakhstan e Nuova Zelanda) o inattesi (Iraq); le Macchine per le cave vedono nell'Algeria la principale destinazione dell'export, seguita da Stati Uniti, Russia, Spagna; per Macchine ed impianti per il calcestruzzo Francia e Arabia Saudita si riconfermano i primi mercati, anche se in calo rispetto al 2011, seguiti da Russia, Turchia e Algeria che invece registrano aumenti sostanziosi; non cambiano le prime destinazioni dell'export di Gru a torre che rimangono Germania, Francia, Turchia e Svizzera, seguite, un po' sorprendentemente, da Cina e Indonesia;  per le Macchine stradali si registra un forte incremento dell'export verso Cina e Venezuela ma ai vertici dei paesi di destinazione rimangono Russia, Turchia, Francia, Arabia Saudita; anche per le Macchine movimento terra non si registrano particolari novità: la Francia rimane la principale destinazione, seguita dalla Germania. Russia, Regno Unito e Stati Uniti inseguono a distanza.

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