La meccanica tiene, ma teme la recessione

I risultati dell'indagine congiunturale  relativa al quarto trimestre 2011 elaborata dall'Ufficio Studi di ANIMA su un panel di circa 400 aziende mostrano una sostanziale tenuta del settore, merito soprattutto delle esportazioni.

15 feb 2012

I risultati dell'indagine congiunturale  relativa al quarto trimestre 2011 elaborata dall'Ufficio Studi di ANIMA su un panel di circa 400 aziende mostrano una sostanziale tenuta del settore, merito soprattutto delle esportazioni.

Vede crescere il fatturato il 40% delle aziende intervistate, e un altro 36% indica una sostanziale stabilità, a fronte di quasi un quarto delle imprese che registrano una flessione delle vendite nell'ultima parte dell'anno.  Rispetto allo stesso trimestre 2010, si registra un miglioramento per il 39% degli intervistati, un peggioramento per il 33% e una stabilità per il 28%. Spicca, nell'analisi congiunturale, il forte aumento dell'export (+48%).

Per quanto concerne la situazione ordini, rispetto al terzo trimestre 2011, la distribuzione delle risposte fra aumento, stabilità e diminuzione appare pressoché uniformemente ripartita: ordinativi in espansione per il 37%, stabili per il 34%, in contrazione per il 29%.

Gli imprenditori della meccanica appaiono cauti nel prevedere l'andamento nei primi tre mesi di quest'anno: oltre la metà degli intervistati ritiene che il fatturato non subirà variazioni sia relativamente al precedente periodo sia rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Si restringe di conseguenza la quota di aziende che intravvedono una crescita del giro d'affari, rispettivamente il 28% in confronto al terzo trimestre, il 26% rispetto al quarto trimestre 2010.

L'occupazione resta sostanzialmente invariata: il 79% delle aziende non rilevano variazioni sia nell'ultima parte dello scorso anno, sia nelle previsioni per i primi tre mesi 2012. Resta circoscritto il margine di miglioramento per le assunzioni (11%), a cui fanno da contraltare  le perdite di posti di lavoro (12%).

"In una situazione complessa e drammatica come è quella che stiamo vivendo mi sembra di poter individuare ancora una volta per il settore della meccanica, a differenza di altri, qualche elemento positivo in più - è il commento del Presidente di ANIMA, Sandro Bonomi (nella foto) -. L'export infatti ci mantiene competitivi  e reattivi sui mercati esteri, mentre sul fronte del mercato interno ci troviamo in una posizione di debolezza, penalizzati, oltre che da una domanda piatta, dalla stretta creditizia e da un tasso di disoccupazione in aumento. Una variabile preoccupante, ma comprensibile in un contesto di recessione, è il  crollo di fiducia anche da parte di quelle aziende che finora erano riuscite a mantenere una visione ottimistica almeno per il lungo termine."

I dati sulla fiducia delle imprese confermano il rallentamento delle attività economiche nel nostro paese nell'ultima parte dell'anno. A dicembre la produzione industriale ha messo a segno una flessione dell'1,4% su novembre e dell'1,7% sullo stesso mese del 2010, dato corretto per gli effetti di calendario. Risultato che ha portato ad una variazione media nulla della produzione industriale nel corso dell'intero 2011.

Anche le ultime stime sul PIL italiano non sono confortanti: nel quarto trimestre è sceso dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,5% su base annua. Essendo il secondo trimestre consecutivo col segno meno davanti, gli economisti iniziano a parlare di "recessione tecnica". Considerando l'intero anno, invece, il PIL si mantiene in territorio positivo, con un incremento dello 0,4% sul 2010.

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