Lo sviluppo italiano passa dal sud

«Un'ipotesi operativa del mezzogiorno per il sistema Italia». Presentata oggi da Fondazione Edison la ricerca di Svimez per un nuovo orientamento della strategia nazionale

09 apr 2013

c.f.

«Un'ipotesi operativa di cosa il mezzogiorno possa rappresentare per il sistema Italia». Presentata oggi nelle sale della Fondazione Edison la ricerca curata da Svimez "Una politica di sviluppo del sud per riprendere a crescere". Attraverso un nuovo orientamento della strategia nazionale è possibile crescita di tutto il Paese.

«Un'ipotesi operativa di cosa il mezzogiorno possa rappresentare per il sistema Italia» così viene presentata nelle sale della Fondazione Edison la ricerca curata da Svimez "Una politica di sviluppo del sud per riprendere a crescere".

Una fotografia di un area che dal 2008 al 2012 ha perso oltre 10 punti percentuali di prodotti (si è di fatto tornati ai livelli del 1992) e che ha visto la "fuga" ormai di circa 440mila persone, di cui 150mila laureati insieme a una sensibile desertificazione industriale.

«Un sistema che va in questa direzione per 8 anni a fatica può reggere, anche socialmente – spiega Adriano Giannola, presidente Svimez – ma in questo documento cerchiamo di portare con urgenza all'attenzione e alla discussione gli aspetti strategici fondamentali per la ripresa, e mettere in evidenza come questi siano già per natura presenti nel mezzogiorno».

L'idea è quella di un nuovo orientamento della strategia nazionale per permettere infine la crescita anche delle zone più sviluppate della penisola. Il tutto attraverso la riqualificazione urbana (efficienza energetica), lo sviluppo delle infrastrutture e della produzione di energia, che, se sviluppata, potrebbe finalmente limitare la dipendenza energetica italiana che oggi è pari all'84% contro il 55% di media dell'Ue.

Nonostante non ci sia una visione unitaria sulla desertificazione industriale, Marco Fortis, vicepresidente Fondazione Edison, segnala un dato importante: «In confronto ad alti paesi d'Europa, il mezzogiorno d'Italia ha una grande industria manifatturiera in termini di valore aggiunto». I dati elaborati dalla fondazione Edison mostrano infatti un valore aggiunto di 28,8 miliardi di euro rispetto, ad esempio, al 27,1 della Finlandia, ai 26,9 della Romania e ai 23,2 della Danimarca (grafico).

«Siamo di fronte a un impegno coeso di 21 associazioni e fondazioni diverse che si trovano d'accordo su un progetto per l'Italia che riparta dal sud» ha spiegato il ministro per la coesione industriale Fabrizio Barca «Mi auguro attraggano attenzione e dibattito, e per avere effetto dovrà, dopo aver già dimostrato di essere utile all'intero Paese e di avere una forte ossatura strategica nel documento, dovrà avere un metodo ben preciso» e fra le caratteristiche di un possibile metodo d'azione sottolinea l'importanza dell'orientamento dei risultati, si una valutazione pubblica aperta, e un presidio nazionale più forte, quale ad esempio l'incremento di servizi di sopralluogo.

 

 

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