Manifatturiero in salute a Ipack-Ima

Presentati a Milano, nella giornata inaugurale, i risultati dell'Osservatorio di settore: grazie alla vocazione esportatrice, il made in Italy settoriale riesce a mitigare i venti di recessione e si prepara ad affrontare il 2012.

29 feb 2012

In apertura della ventiduesima edizione di Ipak-Ima, fiera dedicata a tecnologie alimentari, imballaggio e logistica interna, sono stati presentati i risultati dell'Osservatorio congiunturale, frutto di un'indagine condotta presso 236 imprese che occupano nel complesso circa 14.500 addetti e fatturano quasi 4 miliardi di euro.
I risultati, esposti dal professor Giampaolo Vitali (segretario del Gruppo Economisti d'Impresa e docente all'Università di Torino), mostrano un settore tutto sommato in buona salute, che trae forza dalla sua vocazione internazionale.

Oltre un terzo delle imprese intervistate evidenzia infatti un incremento di fatturato nel secondo semestre 2011, e il 40% dichiara un trend stabile, a fronte di un 16% di aziende che segnala affari in calo. Inoltre, un quarto delle aziende (26%) coinvolte nell'indagine ha registrato un aumento delle esportazioni, il 64% un dato in linea con l'anno precedente e solo il 10% un calo delle vendite sul mercati esteri. Il tutto in presenza di una stabilità occupazionale dichiarata dall'85% delle imprese. Guardando alle singole business community che compongono la filiera, il fatturato del secondo semestre 2011 è aumentato soprattutto nel Beverage (41% di aziende con il segno positivo e un altro 45% sui livelli dell'anno precedente), mentre le esportazioni sono cresciute soprattutto tra le imprese di Vegetable & Fruit, Beverage e Gbf.

Il quadro resta positivo anche passando alle aspettative di crescita nel primo semestre di quest'anno,  soprattutto se paragonato allo stato di salute dell'economia in generale. Il saldo resta infatti positivo tra chi prevede una crescita del fatturato (28% delle imprese) e chi, invece, si aspetta un calo del giro d'affari (21%); l'incertezza sembra invece pesare sulla maggioranza delle aziende intervistate (51%), che stima cautamente una stabilità. Più roseo il quadro delle esportazioni: il 25% delle imprese si aspetta un aumento della domanda estera e solo  l'11% si attende una riduzione, e in misura minore per l'occupazione (con il 9% di ottimisti e il 7% di pessimisti).

Le aspettative di crescita - rilevano i ricercatori - sono diffuse in entrambe le tipologie produttive (macchinari e materiali), con una previsione leggermente più positiva per la domanda estera dei macchinari rispetto a quella di chi produce materiali (28% di previsioni di crescita nella prima categoria contro il 19% registrato nella seconda).

Per quanto riguarda le singole business community, Chemicals Industrial & Home e Hygiene & Beauty sono quelle che presentano le previsioni meno positive in termini di fatturato, mentre c'è maggiore ottimismo nel Meat e nel Vegetable & Fruit.

Sul fronte occupazionale, anche se nel corso del primo semestre 2012 in tutte le business community più dell'80% delle imprese stimano una stabilità del numero di occupati, alcuni saldi tra crescita e declino nella dinamica occupazionale sono negativi: Beverage, Chemicals Industrial & Home, Meat e Vegetables.

Uno scenario confermato da Paolo Barilla, presidente di Ipack-Im 2012, che ha sottolineato la capacità di tenuta dei settori rappresentati nella manifestazione, nonostante le difficoltà del quadro macroeconomico. Merito, ha sottolineato, della capacità di molti imprenditori della filiera di allargare i propri orizzonti, puntando con decisione sui mercati internazionali.

Alimentare, Economia, Ipack-Ima