No alle pentole radioattive

Le importazioni da Paesi in cui le verifiche di conformità non sono assicurate mettono a repentaglio la salute di tutti noi.

Il recente sequestro di pentole indiane radioattive a Taranto evidenzia i rischi per la salute che ogni giorno corriamo.

20 mar 2013

Le importazioni da Paesi in cui le verifiche di conformità non sono assicurate mettono a repentaglio la salute di tutti noi.

Il recente sequestro di pentole indiane radioattive a Taranto evidenzia i rischi per la salute che ogni giorno corriamo.

"Servono regole e il rispetto delle norme esistenti da parte di tutti, assieme alla piena consapevolezza dei consumatori all'atto d'acquisto - afferma il presidente di Fiac Andrea Barazzoni (foto Redazione), l'Associazione dei produttori Italiani di articoli casalinghi - "Le aziende italiane rispettano la normativa vigente, sono sottoposte al controllo delle Autorità e utilizzano solo materie prime autorizzate.


Fiac da anni si adopera per tutelare il prodotto di qualità e la salute dei consumatori e continuerà a farlo in ogni sede, italiana e internazionale – conclude Barazzoni - Un plauso alle Autorità di controllo che si sono adoperate per il sequestro delle pentole indiane a Taranto".

Le pentole a pressione, come ricorda la Camera di Commercio di Milano, partner di Fiac nella tutela alla sicurezza di prodotti casalinghi, ricadono nell'ambito di applicazione della direttiva 97/23/CE, recepita in Italia con il D.Lgs 93/2000, entrato in vigore l'8 marzo 2000; quali insiemi sottoposti ad una p

ressione massima ammissibile PS superiore a 0,5 bar, sono attrezzature a pressione di prima o seconda categoria.

No alla logica del minor prezzo dunque, anche a scapito della salute. No ai prodotti di importazione non controllati, ai prodotti di scarsa qualità, e al rispetto delle regole. Questi i punti fermi dei produttori casalinghi italiani.

 

Alimentare, Industria, Fiac, barazzoni