Per Confindustria siamo in recessione

Le previsioni del Centro Studi di viale dell'Astronomia stimano una caduta del PIL dell'1,6% nel 2012. Marcegaglia: "Possiamo farcela, ma bisogna cambiare rotta".

16 dic 2011

Redazione economia

Gli ultimi dati elaborati dal Centro Studi Confindustria sull'economia italiana disegnano un paese in recessione, la quinta negli ultimi vent'anni, dopo il minisprint della prima parte dell'anno. Le stime indicano infatti un piccolo incremento del PIL nel 2011 (+0,5%) seguito da un calo dell'1,6% nel 2012; contrazione che scende al -2% se si prende come riferimento il periodo che intercorre tra lo scorso settembre e la prossima primavera.

Secondo Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, le stime sono conservative e la caduta del PIL potrebbe essere anche maggiore se l'Italia non inverte subito la rotta. E l'Europa deve fare la sua parte: "La Germania non può rimanere su posizioni di rigidità parlando solo di austerità e conti pubblici - ha dichiarato - Il rischio è il collasso dell'euro: Sarebbe gravissimo, non ha un'alta probabilità, ma il rischio c'è".

La recessione avrà pesanti ripercussioni anche sul lavoro, con un tasso di disoccupazione che salirà al 9%, con un perdita di 800mila posti di lavoro dal 2008, anno in cui sono iniziati a farsi sentire gli effetti della crisi. In compenso sale - e salirà anche il prossimo anno - la pressione fiscale, fino a toccare il 53%.

Per vedere i primi segnali positivi - avverte Confindustria - bisognerà aspettare il 2013, quando, salvo nuovi contraccolpi, il prodotto interno lordo dovrebbe risollevarsi di un magro +0,6%; inversione di rotta che potrebbe iniziare nel terzo trimestre del prossimo anno, sempre che si avverino le condizioni al contorno, ovvero - come rileva il CSC - un rapido superamento del momento attuale di crisi dell'Eurozona. Per tornare a crescere, al di là della congiuntura finanziaria di breve periodo, occorre uno stimolo frutto di una "breve e fitta stagione di riforme".
Per Marcegaglia l'Italia può comunque farcela: "Non siamo condannati a restare in recessione per i prossimi anni, ci sono grandi potenzialità - ha affermato -. Ma è necessario che gli spread calino, e così gli interessi sui titoli di Stato. Altrimenti avremo un aggravio della spesa pubblica per interessi".

Un rallentamento dell'attività industriale è stata confermata dal presidente di ANIMA Sandro Bonomi nel corso della conferenza stampa tenutasi mercoledì scorso per presentare i preconsuntivi 2011 e le previsioni per il prossimo anno. Il comparto della meccanica varia, dopo la crescita del +2,4% attesa quest'anno,  prevede una sostanziale stabilità nel corso dei prossimi dodici mesi. "Dai dati economici e finanziari che ci accompagnano ora per ora, abbiamo potuto constatare, ancora una volta, che il futuro che ci attende non è roseo, né tantomeno facile - ha dichiarato Bonomi -. La meccanica a differenza di altri settori ha qualche elemento positivo in più della media italiana, ma questo non può essere elemento di consolazione. Siamo competitivi, reattivi e positivi verso l'export, mentre sul fronte del mercato interno ci troviamo spesso in una posizione di debolezza, ingessati in pratiche burocratiche inutili e dispendiose, costretti a rincorrere per anni permessi per investire nel nostro Paese".

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