Per l'acqua servono 66 miliardi

Proposta la creazione di un Osservatorio permanente sulla gestione degli appalti idrici. Gli investimenti necessari ad ammodernare le reti idriche potrebbero rilanciare l'economia e creare nuovi posti di lavoro.

20 set 2011

Redazione economia

Durante il Festival dell'Acqua di Genova, è stato firmato dai presidenti di ANIMA, A.G.I., Anfida e Federutility un protocollo d'intesa per lo sviluppo di iniziative comuni a sostegnno della filiera dell'acqua. L'obiettivo è dotare il nostro Paese di un sistema idrico efficiente e sostenibile, utilizzando gli investimenti necessari per creare nuova occupazione e rilanciare l'economia.

"Secondo le anticipazioni del Blue Book del Centro Studi Utilitatis, l'Italia dovrà fare investimenti di almeno 66 miliardi di euro per adeguarsi agli standard normativi dell'Unione Europea - ha affermato Sandro Bonomi, Presidente di ANIMA - Al momento ve ne sono disponibili meno del 10%, dobbiamo fare sinergia di filiera per ridare slancio al settore, sinergia politica per realizzare certezza normativa e ricostruire fiducia degli investitori, anche pubblici, quale garanzia sui capitali."

Industria e gestori uniti. "Nel 2010 abbiamo siglato con Federutility un accordo per contribuire a ottimizzare la gestione del sistema idrico italiano. – spiega Giuliana Ferrofino, Presidente Uida-DRA e Vicepresidente ANIMA – La proposta condivisa ha come obiettivo il risparmio energetico, la riduzione delle perdite idriche, il miglioramento della qualità ambientale, la continuità e la qualità dell'approvvigionamento idrico. Raggiungere questi obiettivi equivale ad aumentare la dinamicità del mercato interno con benefici effetti sul fronte occupazionale oltre che del miglioramento della qualità della vita dei cittadini". "Se le nostre proposte venissero accettate - aggiunge - potremmo porci come obiettivo entro il 2013 di erogare almeno il 75% dell'acqua messa in rete con sensibile miglioramento della situazione attuale e raggiungere il 70% degli abitanti equivalenti mediante impianti di depurazione delle acque reflue sempre nel 2013".

Osservatorio sugli appalti.  ANIMA ha anche chiesto la costituzione di un Osservatorio sulle Gare d'appalto, affinché gli obiettivi di trasparenza, efficienza e correttezza possano essere sempre rispettati. Secondo Giuliana Ferrofino: "Tutto questo fa bene ai cittadini, agli Enti gestori, all'industria nazionale e all'occupazione, grazie alla creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro su tutto il territorio italiano."

Pagamenti più veloci. Secondo Alberto Caprari, Presidente Assopompe e Vicepresidente ANIMA, servono inoltre: "chiarezza e garanzia della libera concorrenza, fondate sull'effettiva qualità del prodotto-servizio e sul miglior rapporto qualità-valore nel tempo, anziché sulla pratica del "massimo ribasso di prezzo", come purtroppo sempre più accade nei capitolati d'appalto che dovrebbero comprendere anche la garanzia di assistenza con la presenza di uno o più service nella Regione oggetto dell'appalto. Un altro fronte su cui c'è da lavorare è quello dei pagamenti da parte delle imprese aggiudicatrici dell'appalto, con le quali bisogna trovare soluzioni per avere la garanzia dei crediti, in tempi accettabili. Secondo Caprari, la Federazione è pronta a studiare insieme ai gestori le attuali esigenze del ciclo integrato per definire le tecnologie e soluzioni più adeguate: "Mettiamo a disposizione tutto il nostro know-how e la nostra piena collaborazione, anche per uniformare le procedure delle gare e vincolarle a poche ma chiare regole. E' un'iniziativa fondamentale per fare vera sinergia tra industrie ed enti gestori."

Energia, Edilizia, Economia, Festival dell'acqua, A.G.I., Anfida, Federutility