Protezione sicura delle mani con i nuovi materiali

Nell'ambito della protezione delle mani dai rischi sul lavoro nell'industria, i lavoratori stanno usufruendo di
sempre maggiori vantaggi offerti dalle applicazioni scientifiche in molti campi.

29 giu 2011

Melinda Ferrari e Francesco Tutti - Comasec

Nel corso dell'ultimo decennio, gli sviluppi della tecnologia dei materiali e delle fibre hanno fatto sì che la protezione delle mani potesse raggiungere livelli sempre più elevati. Infatti, lo sviluppo dei guanti industriali lavorati a maglia è stato tale che attualmente si tratta del settore della protezione degli arti superiori con la crescita più veloce in Europa.

La nascita di questa nuova era può essere fatta risalire agli  sviluppi nell'agenzia spaziale e alle esigenze  delle forze armate, che hanno fatto sì che potessimo assistere all'evoluzione di giubbotti antiproiettili e con altissima resistenza al taglio, elmetti anti-granata, corazze per veicoli militari, aerei ed elicotteri, scarponi antimina, vele d'altura e cavi per tenere legati gli astronauti allo Shuttle durante le "passeggiate" nello spazio. Negli anni sono nate fibre particolari, alcune delle quali hanno nomi per noi ormai comuni: Nylon, Dacron, Kevlar, Nomex, Mylar, Pentex, Spectra, Carbon fiber, Cuben fiber, tutti marchi registrati dai rispettivi
produttori.

Visitando un moderno impianto per la produzione di guanti industriali, ci si rende conto di come alcune di queste tecnologie siano state accolte con interesse dai produttori, influenzando il modo in cui oggi sono prodotti i guanti resistenti al calore, all'abrasione e al taglio. Più simile a una fabbrica di altissima tecnologia che a una "semplice" filatura, con file e file di macchine hi-tech per la lavorazione a maglia, supervisionate da tecnici altamente specializzati, tutte sincronizzate con programmi computerizzati per la creazione di guanti, l'impianto funziona a ritmo veloce 24 ore al giorno, sette giorni la settimana per creare dispositivi di protezione per gli arti superiori destinati ai lavoratori dell'industria pesante o che maneggiano lamiere o coltelli affilati o che lavorano in ambienti con temperature elevate o sotto lo zero.

Tuttavia, un guanto ad alte prestazioni non è fatto solo di tessuto tecnologicamente avanzato. Molti sono i guanti rivestiti con materiali diversi e anche in questo campo la ricerca sta facendo passi da gigante. Subito dopo la seconda guerra mondiale, hanno cominciato a svilupparsi rivestimenti a base di polimeri complessi prodotti industrialmente, il PVC in primis, che si sono affiancati al classico lattice naturale reso utilizzabile fin dalla fine dell'800 grazie alla scoperta della vulcanizzazione. Le gomme hanno conosciuto uno sviluppo tecnologico altissimo, sicuramente paragonabile alle fibre di cui si è appena parlato. Gomme acrilonitriliche, percloroetileniche, isobutil-etileniche, polivinil-alcoliche, fluoro-elastomeriche hanno fatto la loro comparsa via via negli anni e sono state utilizzate con grande successo nella produzione di guanti antinfortunistici.

Recentemente si è iniziato a utilizzare il poliuretano nel rivestimento dei guanti da lavoro. Si tratta di una sostanza dalle mille sfaccettature, utilizzata in vari campi anche molto distanti tra loro (dai materassi alle vernici, per esempio). Permette di avere rivestimenti molto fini che migliorano la presa garantendo un alto  comfort. La negatività del prodotto risiede nel fatto che si utilizzano produzioni a solvente per ottenere un'elevata resa produttiva (e quindi a basso costo) che però potrebbe andare a scapito dell'innocuità del dispositivo di protezione, come previsto dalla normativa vigente, per i produttori che limitano al minimo i controlli qualitativi. Recentemente anche questo scoglio è stato superato e sono presenti nel mercato europeo produttori che utilizzano rivestimenti a base acqua, sia di poliuretano sia di polimeri altamente tecnologici, in abbinamento alle fibre high-tech.

Lo stesso stabilimento a cui si è accennato non è più solo un agglomerato di macchine hi-tech, ma anche uno sviluppato laboratorio chimico di ricerca sui polimeri. Per i lavoratori, i progressi nella tecnologia dei materiali hanno significato non solo un miglioramento della protezione contro i rischi comuni (tagli, ustioni, abrasioni. Contaminazioni ecc.), ma anche un maggiore comfort e destrezza e una maggiore scelta di prodotti.

Per molti all'inizio è difficile accettare l'idea che qualcosa di così leggero e flessibile come un guanto lavorato a maglia possa garantire una protezione migliore contro i comuni rischi industriali rispetto ai pesanti guanti protettivi tradizionali. Ma in realtà è proprio così; e la verità è che questi materiali hanno letteralmente trasformato l'industria della protezione delle mani, consentendo ai principali produttori di offrire soluzioni  sempre più specialistiche.

Oggi fibre a elevate prestazioni, sole o abbinate a rivestimenti polimerici altamente tecnologici, sono incluse  nelle gamme di guanti lavorati a maglia delle più importanti case produttrici e giocano un ruolo fondamentale  nell'offerta di soluzioni specialistiche. Anche se sarà difficile che nei prossimi anni si possa assistere a uno sviluppo del mercato della protezione delle mani tanto radicale quanto quello avvenuto nello scorso decennio, quel che è certo è che la tecnologia delle fibre e dei rivestimenti polimerici continueranno a giocare un ruolo  significativo nell'industria della protezione degli arti superiori e a offrire soluzioni anche nei settori in cui al  momento c'è maggior richiesta di elevata protezione specialistica.

Pubblicato su L'industria Meccanica - Luglio/Agosto 2011

Sicurezza e ambiente, Ricerca & Sviluppo, MANI