Smart factory: i trend del 4.0 sul territorio

Digitalizzare la fabbrica? Importantissimo per la competitività. Ma quante aziende hanno oggi la possibilità di calare le dinamiche dell'industria 4.0 nei sistemi per produrre? 

29 ott 2015

c.f.

Digitalizzare la fabbrica? Importantissimo per la competitività. Ma quante aziende hanno oggi la possibilità di calare le dinamiche dell'industria 4.0 nei sistemi per produrre? 

Un'indagine sulle competenze meccatroniche in Italia voluta da Messe Frankfurt e Anie automazione, e realizzata grazie alla collaborazione del Politecnico di Milano, ha fotografato uno scenario in evoluzione su uno spaccato geografico che comprende le province di Brescia, Verona e Mantova. Ecco perché un'anticipazione dei risultati (saranno illustrati in marniera completa il 16 dicembre) è stata presentata oggi durante il Forum Meccatronica. Evento che quest'anno fa tappa a Lazise per riunire le aziende fornitrici di prodotti e soluzioni per l'automazione industriale in un momento di cultura e di business. 

«Abbiamo notato in questa indagine che l'imprenditore italiano guarda con molta attenzione i concetti legati alla smart factory», ha spiegato Giambattista Gruosso, del Politecnico di Milano, «Quello che manca oggi è però un tessuto che aiuti le aziende a rendere efficaci questi processi».

I numeri vanno in questa direzione. Secondo il campione intervistato (570 aziende per un fatturato complessivo di 5 miliardi) il livello di automazione nei processi produttivi è considerato alto per il 40% dei casi, ma basso per il 47%. Il 37% poi ritiene che la propria azienda non stia attuando cambiamenti in ottica 4.0. Anche se la considerazione per i processi di customizzazione del prodotto in base alle esigenze del cliente è molto forte per il 53% del campione.  Il tutto in un'area industriale tutt'altro che statica, dove le imprese hanno «reagito alla crisi puntando sull'innovazione per tornare a crescere», come ha spiegato durante la mattinata il Presidente Sezione Metalmeccanici di Confindustria Verona Filippo Girardi

Insomma, le basi sono solide. Cosa manca per diminuire nei prossimi anni il gap fra l'importanza riconosciuta della smart factory e la sua totale attuazione? «Da molte aziende viene la necessità di maggiori sinergie con il mondo universitario» continua Gruosso, «per adattare nuovi processi al ciclo produttivo». Ma un punto importante è anche la formazione, nell'ottica di riqualificare il personale a un concetto di industria in mutazione. 

«Ma la digitalizzazione non avviene soltanto in fabbrica» spiega ancora Giambattista Gruosso, «secondo gli intervistati un tema importante per il futuro sarà l'evoluzione dei materiali di sensori e componenti». 

foto: SpsItalia

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