Sostenibilità e gestione integrata

Due fattori chiave per un moderno sistema di gestione dei rifiuti, come è emerso nel corso del convegno tenutosi a Roma lo scorso 16 maggio, dal titolo: "Il futuro del sistema rifiuti".

21 mag 2012

Due fattori chiave per un moderno sistema di gestione dei rifiuti, come è emerso nel corso del convegno tenutosi a Roma lo scorso 16 maggio, dal titolo: "Il futuro del sistema rifiuti".

L'incontro  ha visto la partecipazione di esponenti rilevanti del settore rifiuti, tra cui Stefano Laporta, Direttore generale di Ispra, che ha notato come la discarica sia ancora oggi la forma più diffusa di smaltimento dei rifiuti, con una quota introno al 46%. Rifiuti la cui produzione pro capite è aumentata nel nostro paese di 4kg dal 2009 al 2010, nonostante le direttive comunitarie e nazionali spingano verso una "società del riciclaggio", dove si tenga conto della praticabilità economica, della fattibilità tecnica e degli impatti sociali e ambientali. La raccolta differenziata dovrà pertanto aver sempre più un ruolo chiave per il nostro paese.

Dello stesso avviso è  Giovanni Fiscon, Direttore Generale di AMA che ha illustrato la strategia aziendale basata su quattro assi di riferimento: lo sviluppo della raccolta differenziata, che è aumentata dal 2007 al 2011 di 135 mila tonnellate (+44%), portando Roma nel novero delle le principali città europee per raccolta differenziata; in secondo luogo l'ottimizzazione del modello operativo territoriale con 5000 addetti e 1000  automezzi in servizio ogni giorno che mira ad incrementare la regolarità e puntualità del servizio. Terzo punto è l'evoluzione del ciclo impiantistico, con l'aumento del trattamento meccanico-biologico e la conseguente riduzione del conferimento in discarica. Infine, l'intervento sui conti, con un incidenza del Margine Operativo Lordo (MOL) sul Valore della Produzione che nel 2011 è stato pari al 19%, valore in linea con le altre grandi aziende del settore, nonostante AMA sia l'unica realtà a non essere presente in modo significativo nella gestione di discariche o impianti di smaltimento finale.

Un approfondimento sul sistema di smaltimento rifiuti è stato fornito da Luciano Piacenti, Vice Presidente Assoambiente  che ha ribadito come il sistema italiano sia tecnicamente adeguato, dal punto di vista industriale, alla valorizzazione e recupero di materia e di energia. Gli impianti che trattano i rifiuti  rientrano a pieno diritto nella categoria di quelli in grado di produrre energia da fonti rinnovabili e, in quanto tali, sono in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di diversificazione energetica dalle fonti fossili che il nostro Paese si è dato, nel rispetto degli obblighi comunitari sull'energia al 2020 e degli accordi internazionali cui ha aderito, primo tra tutti il Protocollo di Kyoto.

Alessandro Filippi di Kyklos cha spostato i riflettori sul compostaggio, occasione per coniugare due settori produttivi, nell'ottica di soddisfare il crescente fabbisogno di impiantistica dedicata al trattamento degli scarti e le necessità di fertilizzazione richieste da un'agricoltura eco-sostenibile. Gli scarti, che dall'agricoltura finiscono direttamente o indirettamente nei rifiuti, ad essa possono tornare dopo un processo di valorizzazione delle componenti organiche.

Di recupero e riciclaggio come passaggi fondamentali per la salvaguardia delle risorse naturali ha invece parlato Loris Pietrelli di ENEA, socio fondatore di Reloader, che ha suggerito di considerare le città come una sorta di miniera dalla quale recuperare i materiali necessari allo sviluppo. Infatti – come sostiene Mario Grosso del DIIAR Politecnico di Milano, fino a 30.000 tonnellate all'anno di alluminio riciclabile saranno potenzialmente recuperabili dalle scorie di termovalorizzazione in Italia al 2020. Un importante contributo ai target di riciclo di questo fondamentale materiale.

Non sono mancati contributi di idee da parte di imprese e cittadini. In particolare, Vincenzo Cozzoli, Presidente di HTR Ambiente, ha ribadito come ogni giorno le imprese che si occupano di  gestione dei rifiuti debbano investire in termini di qualità, professionalità e sostenibilità. Questo nonostante grossi problemi che si riscontrano sulla gestione per l'incertezza, l'incomprensibilità e la frammentazione della normativa da una parte e dell'altra carenza di infrastruttura data sia dai problemi normativi che dalla "burocrazia autorizzativa" che blocca investimenti e sviluppo di nuovi impianti.

Un approfondimento sul regolamento REACH e sugli interventi di bonifica in generale, alla luce delle normative vigenti, è stato fornito da Environ Italy nella persona di Andrea Campioni, Amministratore Delegato. La sistematizzazione e riorganizzazione della conoscenza sia riguardo alle caratteristiche di rischio delle sostanze, sia delle aziende che le producono e le utilizzano genera nuove opportunità di riutilizzazione di sottoprodotti che sono attualmente smaltiti come rifiuti.

In conclusione, come ha ben riassunto Paolo Massarini, Presidente del Comitato Scentifico e Direttore di Aria SpA (ACEA risorse e Impianti per l'Ambiente), il sistema di gestione dei rifiuti ha raggiunto oggi un buon grado di maturità. Dopo un periodo di parcellizzazione degli operatori e delle competenze, il settore propone oggi un panel di soggetti che sanno ben coniugare i temi industriali con le tematiche di sostenibilità ambientale quali la riduzione della dipendenza da fonti fossili, la valorizzazione della frazione organica dei rifiuti con la produzione di compost e una particolare attenzione allo sviluppo delle attività di recupero e riciclo della materia.

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