19 agosto 2019

Localizzare in Russia: la case history di Termomeccanica pompe

12 novembre, 2015 - 16:00
A cura di: 
Carlo Fumagalli

Case history. Chi ce l'ha fatta. Nel momento più difficile per la meccanica in Russia, Termomeccanica pompe localizza a Cheliabinsky uno stabilimento per il settore Oil & Gas.

Come nasce una joint venture industriale in Russia? «Primo ingrediente: devi avere buone referenze». È la ricetta di Edoardo Garibotti, Amministratore delegato di Termomeccanica pompe, storica azienda di La Spezia del gruppo Termomeccanica, specializzato nella produzione di grandi pompe industriali e nell’impiantistica ecologica. «Secondo ingrediente: trova i partner giusti. E noi abbiamo incontrato professionisti tenaci nel perseguire gli obiettivi».

L’esperienza in Russia di Termomeccanica pompe parte da lontano, dagli anni ’70, in piena guerra fredda. Si è guadagnata negli anni la fama di impresa affidabile per prodotto e post vendita. E nel 2013 ha aperto una prima società con sede a Mosca per valutare meglio il mercato e creare una base logistica e commerciale. Ma era solo l’inizio. «Nel 2014 siamo entrati in contatto con un partner industriale locale», spiega Edoardo Garibotti, «che ci ha coinvolto nella costituzione di una joint venture per progettare, costruire e testare pompe per il settore dell’Oil&Gas secondo le normative internazionali e Russe». La partecipazione di Termomeccanica alla joint venture è pari al 25%. E i partner sono dei colossi: Transneft, compagnia specializzata nel trasporto di pipeline, e Konar, produttore nel settore Oil&Gas.

Gli stabilimenti sono localizzati nel comprensorio industriale di Cheliabinsky dove sono già insediate da tempo aziende con partecipazione italiana che operano nello stesso settore. «È previsto che la fabbrica abbia piena operatività entro fine anno» racconta ancora Garibotti, «Tra gli elementi produttivi più qualificanti c’è senza dubbio il centro prove, che prevede la possibilità di fare collaudi con potenze fino a 25 MW e portate fino a 35.000 m3/h».

Il progetto di Termomeccanica pompe non è solo un buon esempio di business in Russia, raggiunto in un momento difficile. Ma per il sistema industriale italiano può essere una via per non perdere ulteriori fette di mercato nella Federazione russa a vantaggio di paesi non coinvolti nelle tensioni con l’Ue.

«Durante questo periodo abbiamo altresì acquisito una serie di contratti importanti con primari clienti locali che operano nel settore dell’Oil&Gas e della Power Generation, contratti nei quali abbiamo coinvolto diversi sub fornitori strategici italiani (quali motori elettrici, package ausiliari, fonderie)» spiega infatti il Ceo Edoardo Garibotti, «confidiamo possano cogliere questa opportunità per dare continuità a relazioni commerciali per lo sviluppo business e, perché no, a localizzazioni produttive come abbiamo fatto noi».

Certo, costituire una joint venture non è semplice: «La stessa Termomeccanica ha dovuto superare una serie di qualifiche stringenti tipiche del settore per verificare tutti i requisiti sia tecnici che finanziari necessari per lo scopo della società», spiega ancora Garibotti, «ma vediamo la Russia come un paese complementare all’Europa, ricco di risorse e bisognoso di alcune nicchie tecnologiche che non sono più disponibili nella Confederazione in quanto rimaste in paesi esclusi che appartenevano alla vecchia Urss».

L'articolo è pubblicato sul n. 699 della rivista